Il gruppo “Abete Rosso” dal 15 al 20 giugno 2026 in Cansiglio: Progetto Forest bathing/CONNATURALP
Dal 15 al 20 giugno 2026, l’ Archeton e il Pich , i due luoghi nella Piana del Cansiglio prescelti per le rilevazioni ambientali dal team del Dipartimento del Territorio-TESAF dell’Università di Padova (UniPD), hanno visto la rispettosa presenza dei due sottogruppi di persone guidati nei bagni di foresta alternativamente dalle guide di forest bathing, drssa Camilla Costa e dr Walter Fantuz.
Il progetto CONNATURALP, lo ricordiamo, segue un approccio di salute planetaria e lo studio, approvato dal Comitato Etico dell’università di Trieste, mira a valutare l’impatto sulla salute e sulla natura delle attività basate sulla natura, in particolare le immersioni in foresta in due gruppi, scelti imparzialmente, di pazienti oncologici che hanno aderito allo studio.
Il TESAF dell’Università di Padova, guidato dalla prof Laura Secco, fra le altre attività, rileva l’impatto sulla natura di tali attività tramite vari strumenti. Sul luogo sono sempre state presenti partecipanti Alessandra Rigo e Deborah Vedovetto, PhD di UniPD.
A UniPD , dipartimento di Psicologia, dr.ssa Angelica Moè e collaboratrici, fa capo la scelta dei questionari volti a dare un’indicazione della percezione della natura da parte dei/delle partecipanti, a UniTS quelli sulla qualità della vita.
Oltre alle guide, che hanno un contratto con ANGOLO come da progetto CONNATURALP, hanno dato il loro contributo per l’associazione, presidente e vice presidente – Ivana Truccolo e Roberta Duca -, project manager del progetto per ANGOLO, Letizia Magris, e Gianluigi Facca che, insieme ad altri, si è reso disponibile tutta la settimana come autista volontario dei pulmini noleggiati. Un grazie anche alla Regione Friuli Venezia Giulia per il contributo concesso all’associazione per il 2026 per trasporto pazienti oncologici alle strutture di cura e per attività progettuali.
Poi il lavoro di squadra, l’esperienza e la professionalità delle guide di forest bathing, la competenza e umanità dei professionisti, sanitari, forestali, volontari, l’attenzione a ogni singola persona, la volontà di trovare soluzioni ai problemi. E il rigore dello studio, del protocollo di ricerca e di quello di forest bathing, unite alla passione per il progetto che ha coinvolto tutti e tutte perché tutti si sono sentiti importanti.





