Il gruppo Abete Bianco dal 24 al 26 luglio 2026 in Cansiglio: Progetto CONNATURALP

Il 26 luglio scorso si è concluso, nella Piana del Cansiglio, il secondo soggiorno previsto dal protocollo di studio sviluppato dall’Università di Trieste (UniTS) in collaborazione con ANGOLO OdV per il progetto CONNATURALP. Il gruppo “Abete Bianco”, cui partecipavano 36 persone  con diagnosi di cancro da non più di 15 anni, ha svolto attività di forest bathing con una modalità un po’ diversa rispetto al gruppo “Abete Rosso” che lo ha preceduto, a partire dalla durata del soggiorno. Durante i tre giorni, iniziati il 24 luglio 2026, le persone partecipanti hanno preso parte a quattro attività di Forest Bathing, realizzate in due aree della Piana del Cansiglio, il Pich e l’Archeton, selezionate dal team di UniPD, e condotte dalle guide dott.ssa Alice Stocco e dott. Walter Fantuz, che hanno accompagnato i partecipanti nell’

esperienza di immersione nella foresta con professionalità e attenzione alle esigenze del gruppo.

Le attività non hanno avuto soltanto l’obiettivo di offrire un’esperienza di contatto con l’ambiente naturale, ma rientrano in un vero e proprio protocollo di ricerca. Sono stati infatti raccolti dati utili a valutare gli effetti delle attività basate sulla natura sul benessere psicofisico dei partecipanti e, parallelamente, le possi-

La foresta dei Pich

bili ricadute sull’ambiente forestale. CONNATURALP, lo ricordiamo, è infatti un progetto multidisciplinare volto a migliorare la comprensione della salute degli ecosistemi e delle persone attraverso l’approccio One Health, per individuare strategie di tutela di entrambi grazie alle terapie basate sulla natura, come il forest bathing.

A rendere possibile lo svolgimento delle giornate è stato il lavoro coordinato dei diversi partner di progetto, con ruoli e presenze differenti, ma complementari.

Per l’Università degli Studi di Trieste, era presente sul posto il team coordinato dalla prof.ssa Bruna Scaggiante, insieme al dott. Paolo Pischiutti, alla dott.ssa Alice Stocco e al dott. Alberto Caccin, impegnati nelle diverse attività previste dal protocollo di studio. La dott.ssa Alice Stocco ha inoltre condotto, insieme al dott. Walter Fantuz di ANGOLO OdV, le attività di Forest Bathing.

Per l’Università di Padova, erano presenti sul campo la dott.ssa Alessandra Rigo e la dott.ssa Deborah Vedovetto, impegnate nelle rilevazioni ambientali curate dal TESAF, il cui gruppo di lavoro è coordinato dalla prof.ssa Laura Secco. Alle attività del Dipartimento di Psicologia, invece, fa capo il lavoro della dott.ssa Angelica Moè e delle sue collaboratrici, che hanno curato la scelta dei questionari finalizzati a rilevare la percezione della natura da parte dei partecipanti.

Per ANGOLO OdV, hanno seguito direttamente il soggiorno Letizia Magris, project manager del progetto, e Giorgia Antoniolli, affiancate dal volontario Gianluigi Facca, che, insieme ad altri, ha garantito gli spostamenti con i mezzi noleggiati per raggiungere i luoghi delle attività. Un supporto importante è arrivato anche dalla presidente dott.ssa Ivana Truccolo e dalla vicepresidente Roberta Duca, che, pur non potendo essere presenti durante il soggiorno, hanno rappresentato un punto di riferimento per la raccolta e la gestione delle necessità e delle richieste emerse durante le giornate.

La presenza sul posto di una parte dello staff, insieme al lavoro svolto anche da chi ha operato a distanza, ha permesso di seguire con attenzione ogni fase del soggiorno, dall’organizzazione logistica alle attività di ricerca, dalle rilevazioni ambientali alla raccolta dei dati, fino all’attenzione alle esigenze delle persone partecipanti. Un lavoro di squadra fatto di competenze diverse e di presenze diverse, dentro e fuori dalla foresta, ma con un obiettivo comune: garantire che le attività si svolgessero nel rispetto del protocollo scientifico e, allo stesso tempo, con la necessaria attenzione alle persone coinvolte.

Un grande grazie va anche a chi ha reso il soggiorno possibile, con gentilezza e disponibilità: lo staff della struttura alberghiera, Hotel All’alba di Tambre!

Veduta sulle montagne che circondano la Piana del Cansiglio

Tre giorni sono pochi, ma possono essere sufficienti per creare un legame, lo si è visto anche nel piccolo cambiamento avvenuto tra l’arrivo e la partenza del gruppo, come uno degli autisti ha raccontato con semplicità: all’andata, il venerdì, sul pulmino regnava il silenzio, tanto che i partecipanti avevano persino chiesto di accendere la radio; alla domenica, sulla strada del ritorno, era invece tutto un chiacchierare. Un dettaglio apparentemente piccolo, ma forse capace più di molti discorsi di raccontare il clima che si è creato tra le persone. Un clima di comunità e unione, dove le persone si sono connesse tra loro grazie alla foresta. Nel corso delle giornate, persone che fino a poco prima non si conoscevano hanno condiviso esperienze, momenti di leggerezza, emozioni e anche qualche momento di maggiore intimità. Sono nati scambi spontanei, risate, complicità e quella familiarità che permette, in pochi giorni, di sentirsi parte di un gruppo. E c’è un modo particolarmente bello in cui alcune di queste emozioni sono rimaste: durante una delle attività sono state raccolte le parole espresse dai partecipanti, frammenti di pensieri, sensazioni e immagini emerse nel corso dell’esperienza. Da quelle parole sono nate due poesie, una sorta di restituzione collettiva del soggiorno, capace di trasformare voci diverse in un’unica voce comune.

Forse è proprio questa la peculiarità di un progetto come CONNATURALP: ricerca scientifica e dimensione umana non procedono su strade separate, ma si incontrano nello stesso luogo, nella foresta e nelle persone che la attraversano. I dati contribuiranno a comprendere gli effetti delle Nature-based Therapies; le relazioni, le parole e le emozioni raccontano invece ciò che quei giorni hanno significato per chi li ha vissuti.

Con la conclusione dell’esperienza del gruppo “Abete Bianco” si chiude la fase residenziale che ha coinvolto i due gruppi previsti dallo studio, “Abete Rosso” e “Abete Bianco”. Il percorso di ricerca, tuttavia, prosegue: il team dell’Università di Trieste continuerà infatti il follow-up dei partecipanti, monitorando nel tempo i parametri psicofisici necessari alla valutazione degli effetti del Forest Bathing come possibile Nature-based Therapy.

Grazie Foresta del Cansiglio, grazie al progetto CONNATURALP!

Tutto nel bosco è nutrimento.
Il ciclo della vita a volte è meraviglioso,
a volte è altrove.
Aperta ai cambiamenti della vita,
Getta i cattivi pensieri con questa fionda!
Il senso della Vita c’è perché c’è la magica Natura,
Il segreto della felicità è nell’essere cosciente
della nostra impermanenza,
Vicinanza di elementi che si sfiorano,
quasi si toccano… o forse no.
Sento l’aria pura e frizzante che mi accarezza.
Un fiore nato nella roccia, nuda e forte, è come la vita dopo la morte.
Simbiosi: la parola magica per la convivenza tra gli umani?
Vorrei l’energia per migliorare il mondo;
forse non ne ho per migliorare me.
La sommità di un vecchio ceppo si ricopre
di nuove piccole piante spontanee
e anche il bosco si rigenera.
Contrasti tattili di pelle, di suolo, di cuori,
Interconnessione fra piante e animali:
forma morta
che diventa
forma viva.
Camminava veloce attraverso la foresta,
lasciando alle spalle un paesaggio triste
di alberi morti,
abbattuti dal vento
o per semplice vecchiaia.
La luce laggiù in fondo
indicava la via
verso ondulate colline
alberi verdi e vivi
proiettati verso un cielo azzurro.
In ogni essere vivente si nasconde
quella particolare sfumatura di verde
che solo pochi riescono a trovare:
Sfumature cromatiche naturali
colorano gli esseri vegetali.

Immensità, gratitudine, leggerezza…
Abbracciata dai profumi inebrianti e dalle sfumature cromatiche della Natura,
Tu, Bosco, ti chiedo, accogli il mio passo: io avrò Rispetto,
Armonia, Accettazione, Divenire Equilibrio, Gratitudine.
Anche gli esseri umani sono capaci di prendersi cura del bosco
come il bosco si prende cura degli esseri umani.
Confido nella Natura che mi indichi il percorso verso le mie radici in Cielo,
con un raggio di Sole.
Con il naso all’insù assaporò ogni tua virtù,
torno a vivere quaggiù,
E il peso diventa leggero… sollievo volatile.
Affondo le mani nella terra e sento di appartenervi:
Se dovessi un giorno rinascere vorrei essere un albero di una foresta
per poter ricambiare tutta l’energia, la forza e la bellezza che ho ricevuto in questi giorni.
Dolce scudiscio di Sole che penetri l’anima,
Mille colori in uno solo, mille vite in una.
Colori, odori, comunità di diversi ma un unico insieme…
Intrecci, legami visibili e nascosti ma corpo unico…
Potenza e bellezza da raccogliere e imbastire tra di noi…
Accogliere e custodire.
Grazie, Mamma Foresta, che ci hai accolto senza chiedere nulla in cambio
e ci ha restituito tanto.
Tu che sei stato e rimani testimone delle preoccupazioni dei nostri antenati
e le nostre, dissolvile con la calma che ci doni qui e ora,
indicaci la direzione tutti insieme.
Mi hai accolto come un amico paziente,
mi hai ascoltato, ristorato, calmato e cullato.
So che sei qui.
Tornerò.
Grazie Foresta.
Respira,
vivi consapevole,
rispetta,
porta nel tuo cuore
la foresta in città,
nella vita di tutti i giorni.
Tornerò.

Ciao

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